“Zorzo” in veneto, pseudonimo Giorgio Gasparini, in arte noto come Giorgione. Enigmatico? Giorgione è un sfuggente, inafferrabile e misterioso. L’ arte venne rappresentata sotto il mistero, è un fatto da credere. Gabriele D’ Annunzio il presenta:” Giorgione piuttosto come un mito che come un uomo.” È lui, pittore quale no ha firmato nessun opera, sono rimase solo controversi e dibattiti tra gli studiosi. Pittore veneziano nato a Castelfranco Veneto nel 1478 che ha portato nel tempo la svolta epocale in pittura veneta verso la ” maniera moderna”. Rimane la figura più enigmatica della storia. Come conosce la pittura, il suo apprendistato? Appendice la pittura a bottega di Giovanni Bellini, dopo qualche  settimane si ritorna nel paese natale impratichendo la tecnica dell’ affresco presso alcuni artisti locali. Comincia lavorare alla sua  residenza in Campo San Silvestro in decorazione di facciate e di interni. Enigmatico, misterioso lascia in rinascimento gusto per il colore e l’ attenzione per i paesaggi, un pittore formato alla limite della scuola toscana e veneziana.

L’ opere?

Madonna col Bambino in un paesaggio, Sacra famiglia Benson, Adorazione dei pastori Allendale, l’ Adorazione dei Magi, Madonna leggende, tavolette negli Uffizi, o serie di nudi compresi fra le finestre della facciata della Canal Grande, La pala di Castelfranco, costruita attraverso un evidente tonalismo, i strati sono colorati redendo il chiaroscuro morbido e avvolgente, Ragazzo con la freccia, Doppio ritratto, Tre filosofi, Ritratto di guerriero con scudiero, Tramonto, Tempesta, Tre età dell’ uomo, Ritratto di giovane, Venere dormendo…

Per  Bellini tutto è pervaso di sacralità, il creato appare come manifestazione divina, la Giorgione tutto ha un aspetto laico con la natura che sembra dotata di una propria naturalezze ,i personaggi sono con gli sentimenti reali” terrestri”. Le commissioni dei dipinti no sono dei enti religiosi, né  della Serenissima, loro appartengono a una ristretta cerchia di intellettuali legate alle  famiglie patrizie.

Rapporto, lo stile di Giorgione:

Leonardo da Vinci influenza lo stile avendo  attenzione per i paesaggi lagunari, un luogo conosciuto a Leonardo, in effetti luminosi, paesaggio accade denso di valori atmosferici e luminosi legati all’ ora di giorno e alle condizioni meteorologiche. Le figure sono costruite pe i colori e le masse no linee, i colori contrastanti separano le figure dello sfondo. Giorgione è un meditatore, meditava lungamente per le sue teme, i temi sono biblici, storici e letterari. Giorgione è un tonale dei colori  le sue opere sono diverse, sotto aspetto di un colorismo vivacissimo, tratte di segno delle cose vive, no alla nessuna  imitazione alla maniera. In pittura adotta il stile libero sulla tela senza disegno preparatorio, con le invenzioni abbronzate direttamente sulla tela col colore dalla tonalità fiammeggianti. Come allievo e collaboratore di Tiziano condivide i soggetti,  le tematiche, i tagli compositivi, la differenza tra loro  era in piani di colore più intensi, il  contrasto della luce dove Tiziano accentua l’ ombra più decisa. Nel suo lavoro no possedeva una bottega per i suoi allievi, il loro apprendistato era fatto in opere chiedendole una grande qualità. I giorgioneschi caratterizzano le loro opere col colore che ricrea l’effetti atmosferici e tonali, tra i temi ebbero i ritratti individuali o di gruppo. In arte approfondisce interesse psicologiche, il personaggio rimane in sintonia con le figure umane. Venne elogiato tra i pittori eccellentissimi della sua epoca assieme a Leonardo, Michelangelo, Andrea Mantegna e Raffaello. Sua morte avviene durante  una epidemia di peste, nel 1510 a Venezia. In rinascimento rimane un grande estintore del colorismo e il maestro della maniera moderna. In pittura cerca il tonalismo, la colore, Giorgione è uno dei pittori cromatici, accentuando la vivacità  del colore. Paesaggistico, mitologico, religioso, ritrattista fa una arte alla maniera moderna. I personaggi sono filosofici, con sentimenti reali, la bellezza in fronti atmosferici, la nudità ammirata, tutto diventa una opera completa, un rapporto diretto tra i personaggi e i spettatori. Enigmatico, misterioso lascia il mondo dell’ arte. Suo  segno sta in tonalità, in vivacità del colore, in gioco dei rifletti luminosi, in armonia dei paesaggi e in bellezza della natura umana. Passa di generazioni in generazioni, enigmatico, misterioso, meditativo. In stesso tempo piacevole, ammirato e geniale.