Si nacque a Venezia nel 1840, è uno dei primi esponenti del rinascimento veneziano del primo Cinquecento.

Originale e anticonformista.

Nella sua educazione artistica scelse  le scuole periferiche lagunare, nel corso del suo studio viene attirato  e rispetta  i grandi centri artistici (Bergamo, Marche).

Lavora in tempo con Tiziano dove c’è una dominanza veneziana in stesso tempo, ma un occhio  per il suo talento viene da parte di Bramante, Cesare da Sesto, Sodoma e Domenico Beccafumi e Michelangelo.

Berenson scriveva: “Per capire bene il Cinquecento,  conoscere Lotto è importante,  quanto conoscere Tiziano.”

L’ infanzia e l’ adolescenza, trascorre nella città natale, la prima formazione artistica fosse come il allievo di Giovanni Bellini e di Alvise Vivarini.

Le prime modelle sono di una severa monumentalità, i suoi modelli furono di Bellini uno di più importante  pittore lagunare, il suo stile ha un accento nordico(Dürer) da cui riprese realismo, il patetismo e la visione di una natura misteriosa,  inquietante con la luce ferma e zenitale e i colori smaglianti, contorni nitidi, un stile chi rimane più vicino del Lotto.

A Treviso sono le prime commissioni e i  successi personali.

Quale sono l’ opere?

Dove viene ripresentato?

Ritratti?

Affreschi?

Decorazioni?

Ritratto di Bernardo de Rossi(vescovo), Allegoria della Castità, Sacra Conversazione, Assunta del Duomo di Asolo, Ritratto di giovane con lucerna,  decorazioni dei l’ appartamenti nei Palazzi Vaticani di papa Giulio II, San Girolamo penitente ora a Castel Sant’ Angelo, Trasfigurazione, Pala di San Bernardino, Pala Martinengo, Susanna e il vecchioni, Commiato di Cristo dalla madre, Pala di Santo Spirito, decorazioni l’ oratorio privato ammesso alla villa di famiglia a Trescore Balneario con: Storie delle sante Caterina e Maddalena, Storie di santa Brigida, Storie di santa Barbara, affreschi nelle piccole chiese ” le scene della vita di Maria nella chiesa di Sant Michele al Pozzo Bianco, Natività a Credaro, ritratto del frate Guardiano del convento di Zanipolo, Gentiluomo nello studio, ritratto di Andrea Odoni, Annunciazione di Recanati, San Nicola in gloria,  Crocifissione, Santa Lucia davanti al giudice, Madonna del Rosario, Pala della Alabarda, Elemosina di Sant Antonio, opera carica di patetismo popolare,  affettuoso, il suo  realismo allontana retorica tizianesca, e  le stilizzazioni raffinate , complesse dei manieristi, Anziano gentiluomo con quanti, il Gentiluomo trentasettenne, Madonna e santi, La visitazione di Sant Elisabetta, Santa Veronica e l’ Angelo che regge la testa di Giovanni Battista, ritratto Il Balestriere…

La sua ultima tela è” La presentazione al Tempio considerata della critica moderna il suo testamento spirituale.

Scrive il libro di spese diverse,  un diario prezioso per capire il suo mondo interiore, ricco di riflessioni, le sue aspirazioni e le  preoccupazioni.

More a Loreto 1557, viene sepolto a Basilica della Casa di Loreto dove si trasferisce nei ultimi anni di vita donando alla istituzione tutti i suoi beni.

La sua vita spesso venne segnata da un inquietudine, incapacità di cedere in campo artistico, spirituale.

No tradisce i propri ideali, rimane una figura sofferta, introverso e umorale .

Venne dimenticato nella sua Venezia,  più tardi è riscoperto alla fine dell’ Ottocento del grande critico d’ arte Bernard Berenson.

Suo stile com’ è ripresentato?

La sua pittura è conosciuta con la luce fredda e incidente dalla calda e avvolgente atmosfera della tonalità.

Gesti,  sguardi sono  con gli attitudini inquietati e variate.

Le figure  monumentali  sono immerse nella una penombra percorsa da una luce con forti contrasti.

Da Raffaello prese spunto per arricchire i toni caldi e corposi, lasciando un rifiuto della sua tradizione formativa veneta per un classicismo in voga.

I scatti  sono espressionistici e gli schemi entrano in una compositiva complessità.

Le invenzioni sono originale ed energetiche.

I timbri sono pressi di colori : giallo col viola, il rosa col verde, il bianco col bruno, una rappresentazione nordica.

Per le generazioni rimane un  grande ritrattista,(ritratti psicologici,  gente della piccola nobiltà, artisti, letterati, ecclesiastici, no sono ritrattatati i papi, imperatori).

In sua pittura cerca il dialogo, scambio di confidenza e di simpatia tra se e un altro.

Tramite un rapporto umano,   se rivolge a un altro, la confidenza  è calore, l’espressività diventa  umane.

Suo sentimento percorre l’ arta come un confessore dell’ interlocutore che pone le domande, le interpreta come risposte.

Combatte cristianismo con luteranismo, divenne umiliato, ignorato in pubblico di Tiziano e di suoi amici.

Lui no dice mai” ammirami, io sono il re, il papa,  il doge,  sono al contro del mondo ;ma dice cosi sono fatto dentro,  sono i motivi della mia malinconia,  o della mia fede, o della mia simpatia verso di altri”.

È il pittore che da la emozione in colori fredde porta zenismo del nord di Europa alla sua Venezia, giallo con viola, il rosa col verde, il bianco col bruno, le sue gesti,  sguardi inquietati, il raporto umano e l’energia con la emozione.

È il rapporto del uomo in dialogo con le domande e risposte tra realismo e pittura.

È il realismo al di sopra di immaginazione, un scambio di confidenze tra lui la parte umane e il mondo plastico delle figure ecclesiastiche, mistiche, comune e divine.