Una Madonna, un affresco, un santo, un palazzo parlano di Raffaello.

Celebre in pittura, ingegno in architettura la sua arte rimane presente del rinascimento fino oggi.

Un pittore definito, un architetto di grande talento, vissuto tra i geni : Leonardo e Michelangelo.

Raffaello Sanzio nacque a Urbino nel 28 marzo 1483 da un padre pittore, quale in tempo ha un grande contributo nella sua formazione dell’ arte.

Inizia a Urbino, un centro artistico di prima importanza che irradiava in Italia ed Europa.

Gli primi insegnamenti di disegno e pittura apprende dal padre, essendo un capo di una fiorente bottega impegnato nelle creazione di opere per l’aristocrazia locale e famiglia ducale con le serie delle Muse.

Nella sua bottega approfondisce le prime nozioni di base delle tecniche artistiche in principale la tecnica del affresco.

La prima opera fu attribuita alla Madonna di Casa Santi, una pittura murale nella casa familiare.

Il suo nome Sanzio deriva degli santi, la sua nascita e la sua morte sono collegate dei giorni importanti (nascita e la morte di Gesù).

Per il suo studio, l’acceso alle sale del Palazzo Ducale è intermediato del suo padre dove studia le opere di Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgia Martini, Pedro Berruguete, Giusto di Grand, Antonio del Pollaiolo e altri.

Dopo la morte di padre arriva a fare parte della bottega di Perugino.

La prima commissione indipendente è il stendardo per una confraternità locale.

Le opere!

Pittore:

Resurrezione, Crocifissione, Pala del beato Nicola da Tolentino, Sposalizio delle Vergine, Madonna Solly, Madonna Diotallevi, Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Francesco, Madonna del Cardellino, Madonna del Prato, Madonna del Cardellini, Madonna del Belvedere, Madonna della Seggiola, Madonna del divino amore, Trionfo di Bacco, San Michele e il drago, San Giorgio e il drago, Bella giardiniera, Ritratto di cardinale, Ritratto di Baldassarre Castiglione, Ritratto di Giulio II, La Fornarina rappresentata di un grande amore,  una opera dolce,  sensuale, piena di luminosità, opera seminuda e  la sua musa-amante;  affreschi della Cappella Baglioni a Spello dove ha stato invitato di Pinturicchio.

Progetto della Cappella Chigi nel Santa Maria del Popolo, disegni per la sculture eseguite di Lorenzetto , completate più tardi di Gian Lorenzo Bernini, modelli iconografici fiorentini : Madonna Tempi .

La sua pittura sorprende i vari espressioni, gesti, riesce rendere sublimi e poetici i momenti tratti dalla quotidianità.

Sono presente  l’ influenze di Leonardo  in Donna gravida, Agnolo Doni, Donna col liocorno, Muta…

Nelle opere rifletta una descrizione dei lineamenti fisici dell’ abbigliamento dei gioielli, luminosità del personaggio,  chiaroscuro e sorriso enigmatico.

Un’  altra tecnica è la visione scenografica ed equilibrata in quale le masse di figure sono  dispose con gli gesti naturali in simmetrie solenne e calcolate.(Liberazione di san Pietro, Messa di Bolsena).

Architetto:

L’importante lavori nella Basilica Vaticana.

Lavori in piccola chiesa di Sant’Eligio degli Orefici, Cappella Chigi, strutturi di architettura in Pantheon, Cupola Bramante, progetti per Palazzo Branconi dell’ Aquila, Palazzo Jacopo de Brescia, Palazzo Alberini, Palazzo Vidon Caffarelli, Palazzo Pandolfini, Villa Madama, La Logge facciata Niccolino in Vaticano,  Volta della Cappella Sistina…

La sua grande opera rimane in tempo ” La Logge”,  esecuzione e decorazione chiamata ” la Bibbia di Raffaello”.

Le sue opere hanno una ricchezza cromatica di un veneziano, dolcezza di Leonardo, dinamismo di Michelangelo, piegandole alla propria sensibilità.

Il suo talento assimila meglio che poteva portare un occhio.

 More a Roma,  sepolto in Pantheon dopo il suo desiderio, nel 6 aprile 1520.

Talento con rivalità:

Michelangelo, rivallo imbattibile!

Con la sua forza,  talento, immaginazione sorprende l’universo divino in Paradiso e il Inferno con la terra, entrate nella sofferenza umana.

Il suo dinamismo entra nelle polemici papale.

La sua impronta, gli figuri, le  masse muscolare, l’espressione profonda entrano in affreschi  tutto è pittura di Raffaello.

La polemica più combattente è per la scarsa tecnica in affreschi notata nella opera “Volta della Cappella Sistina”.

In tempo rimane:

Raffaello innamorato!

Raffaello pittore!

Raffaello architetto!

Raffaello genio!

Raffaello meditativo!