Si cerca gruppi stampa, le associazioni , sponsor per il site” News-art-culture.com”. Le pennellate, i colori, la visione realista e il tradizionalismo fiorentino è Ghirlandaio. Un ritrattista ufficiale dell’alta società fiorentina, il pittore italiano del rinascimento quale con l’accenti fiamminghi nella sua arte è chiamato il grande osservatore del dettaglio. L’ arte ha sempre qualcosa da dare! Tecnica. Colore. Stile. Originalità. Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio si nacque a Firenze nel 1449. Nella famiglia è il primo dei cinque figli dal ‘orafo Tommaso di Currado il gioielliere, iniziando apprendistato come orafo nella bottega del padre contra sua volontà. In tempo convince il padre di rinunciare la gioielleria dedicandosi alle tecniche artistiche in particolare alla pittura e al mosaico, studiando alla bottega di Alessio Baldovinetti. Più tardi apprendiste a bottega del Verrocchio dove si forma una nuova generazione di artisti (Sandro Botticelli, Perugino, Lorenzo Credi, Leonardo da Vinci).
L’influenze nella sua pittura?
Da Bernozzo Gozzoli prende un vivace gusto narrativo. Da Filippo Lippi apprende il disegno e il colore morbido. Dai pittori fiamminghi entra con l’attenzione per il dettaglio, il spazio, il paesaggio e l’architettura. Diventa capo di una importante ed efficiente bottega( dove venne ricordato il passaggio di Michelangelo)con grandi cicli di affreschi, alcune scene della Cappella Sistina da Roma, Cappella Sassetti e Cappella Tornabuoni nella città natale. Ghirlandaio fa parte della terza generazione con Verrocchio, gli fratelli Pollaiolo e Sandro Botticelli. Nella sua bottega come pittori attivi entrano fratelli David e Benedetto, cognato Sebastiano Mainardi, e il figlio Ridolfo. Venne inscritto alla Compagnia di San Luca, la prima sua opera è un affresco nelle pieve di Cercina (Santi Girolamo, Barbara e Antonio Abate). Per il suo talento entra nei favori della ricca famiglia dei Vespucci alleati dei Medici dipingendo per loro “Madonna della Misericordia e una Pietà. Nel gruppo di personaggi protetti sotto il manto della Vergine si trova Amerigo Vespucci, il celebre navigatore.
Il Stilo, il colore, la tecnica, le caratteristiche, come viene valorizzato Ghirlandaio?
Principalmente è apprezzato di un stile preciso, piacevole e veloce. La colorazione è vivace e armonica. Presenta grande attenzione anatomica nella forza plastica. Entra nella una ricerca illusionistica di alcuni dettagli. Ritratti sono molto umanizzati, le caratteristiche sono più apprezzati dai ricchi mecenati fiorentini. Le vari sfumature sono psicologiche trattate con naturalezze. L’espressione sono pitturate con una certa serenità. Il suo stilo di successo è il stile chiaramente duplice: intimo, grandioso, solenne e ama il dettaglio. I colori sono vivi e brillanti. Il realismo è penetrante, il spazio è razionale e civile. I personaggi sono contemporanei, i ritratti sono fatti con la precisione nella loro dignità. La raffinatezze e minuzia entra nei dettagli. L’armonia è lineare, usando colori luminosi e sereni, essendo una atmosfera serena. Le scene sono più basse e più vicine allo spettatore e le composizioni sono equilibrate. Il stile è solenne e pomposo per le scene di gruppo e intimo per quelli interni.
Le opere?
“Battesimo di Cristo e Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Giuliano, Esequie di Santa Fina, ritratti di Giovana Tornabuoni, moglie di Lorenzo, figlio Giovanni, Cenacolo di Ognissanti, Cenacolo della Badia di Passignano, Cenacolo di San Marco, Cenacolo di Sant’ Apollonia, pala l’ Adorazione dei pastori, Sacra conversazione degli Ingesuati, L’Adorazione dei Magi degli Innocenti, Ritratto con vecchio con nipote, San Cristoforo, Ultima cena, Vocazione dei primi apostoli, Rinuncia agli averi, Stigmate di San Francesco, Prova del fuoco davanti al sultano…”
Come artiste ha una altra grande qualità di mosaicista apprendistato essendo fatto con Alesso Baldovinetti. L’ opera più importante è l’ Annunciazione sulla lunetta della Porta Manorla nel Duomo di Firenze. Gli altri mosaici sono avviati a Siena ma sono interrotti della sua prematura morte. Mori nel 11 gennaio nel 1494 a quarantacinque anni di una febbre pestilenziale mentre preparava i lavori per Siena e Pisa. Viene sepolto nelle arche del cimitero di Santa Maria Novella, dove una volta era dipinto suo ritratto al naturale. Vasari scriveva :” che fu un maestro mai soddisfatto arrivato ad esprimere il desiderio di avere tutte le murre città di Firenze da ricoprire con affreschi, ai suoi assistenti di bottega avrebbe detto di non rifiutare nessuna commessa gli venisse offerta, foss’anche per una cassapanca-guardaroba da signora: avrebbe eseguito personalmente lavori di questo genere qualora non graditi agli apprendisti.”
Il suo difetto era il suo disegno nella magrezza delle mani e dei piedi, la durezza dei bordi simili ai personaggi della scultura in metallo. Viene considerato per la maniera sobria, bilanciata, elegante e piacevole. Per la sensibilità luminosa e nella coerenza prospettiva, entra nello spazio, l’ aria e l’ atmosfera circola liberamente, le scene sacre ed elementi profani sono tratti dalla vita quotidiana. Il suo grande merito è quello di aver iniziato l’ arte di Michelangelo. Per ricordarlo è la sua raffinatezze, l’eleganza pitturale in colori con toni accesi, vivi, armonizzati sia nei ritratti sia nelle altre teme composizionale. Rimane un grande osservatore in architettura, nel dettaglio, nella psicologia dei personaggi. Combina una realtà tra sacro e profano con la vita quotidiana in quella epoca. E un grande ritrattista, mosaico, lasciando il mondo dell’arte prematuro avendo da offrire tante altre opere magnifiche.

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