Si può immaginare un paradiso terrestre? La sabbia bianca, l’ isole perse nel oceano , villaggi galleggiante nelle acque dove il romanticismo si nacque con le acque turchese? La fantasia continua con la vegetazione , con la famosa bevanda ”raa”( vino di palma dolce) e sicuramente l’amore nei bikini sotto il sole . Le spiagge continua a sedurci guardando l’infinito senza pensare a un ritorno. Le perle sono l’incubo , ognuno vuole una perla bianca, nera per sentirsi asiatici , in bellezza delle isole. Un gioiello imaginario o presente! Entriamo nelle Maldive , un stato isolare  formato di gruppi di atolli in Arcipelago Indiano. In secoli IV-V -lea erano popolati di migranti dall’India e Sri Lanka dove era predominante la religione buddista. Più tardi con le rotte del commercio vengono invase dei arabi quale hanno avuto una forte influenza culturale è religiosa diventando un sultanato . Con l’anno 1887 entra sotto protettorato britannico con l’estensione coloniale. Durante la seconda guerra mondiale diventa un importante punto strategico britannico conquistando l’indipendenza dal Regno Unito con 26 luglio 1965  avendo il statuto politico di Repubblica  presidenziale. Nel Arcipelago entra  1.192 de isole coralline formate con le numerose variazioni di livello di acqua. Cosi sono costituite 26 di atolli naturali ( ognuno con gli centinaia di isole) , alcune abitati, invece resto sono deserte costituite di sabbia bianca. L’isola più grande è FUA MULAKU situata nel atollo di GNAVIYANI nel sud dell’arcipelago dove si trovano laghi di acqua dolce. La clima è monsonico con le temperature di 26°-31° C. La popolazione è indiana oppure araba con una l’aspettativa di vita di 62 anni( uomini) e 65 anni ( donne) seguita di una migrazione venuta dall’Africa di Nord e Sri Lanka  per lavori in villaggi turistici. Le isole  turistiche sono date in concessione ai soci negli Emirati Arabi Uniti  con gli accordi commerciali tra le agenzie  o gli operatori turistici. Per entrare nel fascino isolare perso nel Oceano Indiano è abbastanza guardare o rinfrescarti sotto le palme  di cocco, di papaya o l’alberi di pane. Al di là si incontra le piantagioni di verdura e di frutta invece la cucina ti offre il pesce, il riso , la carne di pollo solo in occasioni particolari. Il viaggio si finisce in tempo , l’isola rimane  con la nostalgia lasciata dei viaggiatori.