Si cerca i gruppi stampa, le associazioni, lo sponsor per il site” News-art-culture.com”. La politica doganale dell’America nel tempo. Gli obiettivi americani sui dazi. La risposta   dell’Europa e della Cina sul regolamento dei dazi imposto da Trump.  Sappiamo che la politica repubblicana americana è diversa di quella democratica, adesso con la nuova scelta repubblicana del popolo, il presidente Trump inizia la sua strategia commerciale (business) nazionale e globale.  In tempo l’America ha avuto e ha imposto le tariffe doganale a tutte le merci esterne per proteggere il suo mercato commerciale interno e i lavoratori.  La politica doganale degli SUA prevede nel modo preferenziale i dazi seguendo il rapporto commerciale con il paese, la provenienza e la categoria merceologica. Nel’ anno 1930 L’America mette in vigore lo Smoot- Hawley Tariff Act con la quale stabilisce le tariffe elevate doganale sui merci commerciali che negli alcuni settori hanno fatto un peggioramento economico . Dopo la seconda guerra mondiale i paesi occidentali hanno stabilito un rapporto economico di libero scambio per proteggere l’economia ( 1947  GATT – “General Agreement on tariffs and trade” composto da 23 paesi internazionali). Con l’anno 1955 il GATT è stato sostituito dal WTO( World Trade Organization) di proseguire il protezionismo dei merci commerciali e della economia in vita di sviluppo della concorrenza   dei Paesi  più avanzati economico. Dopo l’anno 1930 l’America passa sui vari governi (repubblicani, democratici) che hanno limitato il commercio intercontinentale o hanno abolito i dazi pe proteggere l’economia.  Oggi, Trump vuole la crescita economica imponendo i dazi sui vari merci intercontinentali dopo politica commerciale di ogni stato.  Il suo protezionismo economico è per limitare l’abuso dei stati sviluppati (Cina) di entrare sui mercati continentali e di portare l’estensione economica con i stabilimenti   esterni intercontinentali (fare la produzione in USA offrendo “tarrifs free”) . Per la presunta crescita economica americana Trump pensa ad una aliquota commerciale al Pechino di 145 % col 12 aprile per tutte le importazioni negli Stati Uniti. Le trattative ancora non sono avviate dopo la conferma di Jamieson Greer il ripresentate per il Commercio USA, mettendo in mirrino l’aumento dei prezzi per i consumatori americani dove la Cina è un grande importatore asiatico .  L’ Europa all’inizio sarà al 10 %   raggiungendo al 25 %.  Dopo le nuove trattative è possibile una pausa di 90 giorni sui dazi, e  “tarrifs free”  sul vino italiano e champagne versus whisky in che riguarda l’ Europa ma non la Cina  dove i dazi sono di 145 % che diventano secondati  dalla disputa sul TikTok e sull’automobile.  L’effetto dei dazi sembra essere negativo in Wall Street e sulle borse intercontinentale continuando con una grande perdita negli affari particolari degli americani (Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Jamie Dimon e Jp Morgan). I sondaggi di Real Clear Politics dimostra che 55.3 % degli americani disapprova la politica economica e 42.3 % approva il presidente Trump per l’azione dei dazi.  Cina chiede all’Europa di fare fronte comune per l’azione di Trump minacciando l’USA con i dazi da 84 % a 125 % affermando che USA può raggiungendo a un autoisolamento economico.  Invece Bruxelles con gli stati membri vuole applicare contromisure commerciali in 4 tranche da 10 % a 25 % (un valore complessivo di 21 miliardi di euro) sui merci americani che possono entrare in vigore col 15 aprile avendo nell’opposizione l’Ungheria.  L’ Europa e il leader cinese l’invita a collaborare per salvaguardare la globalizzazione economica e l’ambiente imprenditoriale internazionale e non violare le regole dell’economia e del commercio internazionale.