Pittura chiede talento! L’originalità, la raffinatezza e la bellezza fanno dell’arte la settima muse che entra nella cronologia della virtù umane. Con il talento ogni pittore ha qualcosa di personale, il suo nuovo stile sta per iniziare, di esprimere la sua caratteristica in una profondità particolare; rimane solo per scoprirlo!

Ion Andreescu si nacque a Bucarest nel 15 febbraio 1850, è stato pittore, pedagogo rumeno e membro dell’Academia di Romania.

Formazione artistica, inizio della pittura?

Frequenta la Scuola delle Arte di Theodor Aman, diventando insegnante di disegno lineare al Seminario episcopale di Buzau  e più tardi seguendo tempo della cosiddetta arte  si trasferisce  alla Scuola di arte e mestieri di stessa località.

Dopo un viaggio in Francia scopre e rimane influenzato di Barbizon e dell’Impressionismo. A Parigi frequenta l’Academia libera “Julian” e l’estate passa a Barbizon dove incontra Grigorescu.

È un giovane solitario, meditativo, invece in  arte ha una grande necessità di comunicazione, di esprimersi senza chiedere mai la pubblicità , di promuovere la sua arte .  Viene nobilito di un carattere introspettivo con una tensione di auto esprimersi che rimane primordiale per rappresentare la sua arte.

Impressioniste?

In tutto: in sentimento, l’attitudine, la qualità.

L’arte di Andreescu, lo stile, la contemplazione del pittore?

Andreescu non poteva fare l’arte senza contemplazione. La bellezza stava nel suo cuore, di dove dipinge con la raffinatezza ogni paesaggio, ogni fiore, ogni ritratto. La pittura è la sua anima, guardata di vicino e contemplativa di lontano. Inizia con i dipinti con la decisione e la fermezza pitturale, la consistenza sta in originalità, negli ultimi ani in Francia sviluppa una tecnica pitturale, dove le costruzioni di spazi sono realizzati in raffinatezze cromatica e disinvoltura tecnica. Dipinge in diversi stili pitturali dal paesaggio, ritratti alle nature morte. Pittura è molto originale con il profondo supporto dell’arte rumena e nello stesso tempo ha un confronto con la problematica di linguaggio in primo piano dell’arte Europea. Dipinge con l’emozione, il pathos è temperato di melancolie. La composizione è fatta di masse solide di vegetazione, il cielo sta nella profondità dominato degli alberi. Sono presenti le differenze di caldo e di freddo in toni di colore seguite della costruzione plastica. Partecipa alle esposizioni di gruppo con Manet, Monet e Renoir. Un uomo, un pittore affascinante con uno destino problematico, ricercando il senso per definirlo. In arte ha una importante orientare decisiva per la pittura rumena essendo un pittore moderno.

More in giovane età, per una grande malattia (tubercolose) a Bucarest nel 22 ottobre 1882.

L’ Opere?

Doppo pioggia, Rose rosa, Via della Barbizon in tempo di estate, Crisantemi, Foulard rosso, In foresta, Inverno, Ritratto di ragazza, Paesaggio di Francia, Paesaggio di foresta, Campo con fiori, Cipolle, Fiori, Nudo in foresta, Quercia, Donne in parco…

L’impressionismo sempre ti incanta, in pennellate libere, in vasto colorito, in raffinatezze pitturale.

Andreescu lascia melancolia in paesaggio, dipinge con la raffinatezza ogni forma pitturale, sviluppando cosi la tecnica plastica.

Il sentimento entra in composizione con la tensione di auto esprimersi, il pathos è la sua originalità, l’attitudine e la qualità è la sua rigidità di rappresentare l’arte. Melancolico passa i campi, guardando gli alberi, gli fiori sotto il cielo protettivo.Dipinge con l’amore, la sua anima si trova vicino o lontano, della Romania alla Barbizon. Le pennellate sono ferme, decise, la consistenza si trova in colore e in varie composizioni. Rimane contemplativo con gli alberi, per trovare il senso di vivere, avendo l’amore per la natura nelle composizioni. La sua vita ha un destino tragico, una vita passata in pennellate e colori.

Gli alberi, gli fiori entrano sotto pennellate di Andreescu, meditativo, contemplativo…sempre incantevole.