Si cerca i gruppi stampa , le associazioni, sponsor per il site” News-art-culture.com”.Arta lui Perugino in Rinascimento italiano? Un sviluppatore della pittura luminosa e ornata , integrata tra l’architettura rigorosa e i personaggi. Il pittore italiano Pietro di Cristoforo Vannucci noto  come Pietro Perugino si nacque a Città delle Pieve nel 1448, essendo uno dei più influenti pittori del rinascimento italiano. È il primo pittore titolare di due attivissime botteghe una à Firenze,  un altra à Perugia, dove tratta naturalismo e i modi lineari di Andrea del Verrocchio attraversando la pittura italiana, notò anche come maestro di Raffaello. De la sua formazione attiva a Firenze e Perugia si formarono Raffaello e una intera generazione dei pittori di scuola umbra che diffusero ampio il suo linguaggio artistico. Essendo proveniente di una famiglia più importante e ricca di Castel della Pieve studia pittura con lo studio della maggior parte delle opere di Piero della Francesca.

Apprendistato, lavoro artistico?

Più tardi lavora e studia a bottega di Andrea Verrocchio con Leonardo da Vinci, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo Credi e Filippino Lippi. A Firenze la sua formazione si bassa sull’esercizio del disegno in approfondire gli studi anatomici, passando alla un grande attenzione agli aspetti grafici e alla linea di contorno quale diventa leggermente marcata. Viene inscritto nella Compagnia di San Luca a Firenze con titolo di dipintore. È il pittore che passa della modello fiorentino al stile moderno basato su una purezza formale e l’armonia compositiva, usando più morbido sfumato del colore.

Il stilo, colore, la tecnica pitturale?

Semplice e innovatore!

Entra in chiaroscuro , con la  semplicità nella decorazione e nel senso melancolico. Le composizioni sono con l’ architettura monumentale e decorativa associate con le figure umane e  la luce nitidissima. L’interpretazione è del classicismo in rappresentazione paesaggistica, usando una gamma cromatica, e le rifiniture in oro in modo da fare risplendere la pittura. Il sfondo è occupato di una architettura con un ampio respiro,  lasciando spazio ai paesaggi diventato essenziale. Le composizioni sono solenni,  le figure sono con l’espressioni indefinite, inserite sugli sfondi paesaggistici generici, dando una gamma cromatica ricca. I personaggi hanno una eleganza raffinata, morbida in dolcezza pittorica invece in ritratti dimostra un spirito di osservazione analitica e psicologica. Le teme sono attraversate di una grande immaginazione architettonica delle figure , le forme semplici ma solenni immerse con l’armonia e dolcemente pitturate in rapporti spaziali e volumetrici. Le espressioni entrano  in immagini armoniche, ritmicamente alternate che ricorda le composizioni musicali. Il disegno è molto sottile e preciso, un disegno velato di trasparenze, ben definito ed elegante. Il colore è  chiaro, ricca di luce in raffinate modulazioni del chiaroscuro i personaggi investiti di una aria angelica e molto dolce. Dipinge teme con allegorie dei pianeti tra le decorazioni grottesche, è il pittore ideale di un linguaggio devozionale fatto di forme semplici,  armoniose, belle non austere, meditative in arte. Nell’anni successivi viene trovata una maggiore padronanza con le forme pienamente “classiche” nella resa delle figure umane.

Le Opere?

“Polittico Albani Torlonia, la decorazione della villa di Spedaletto presso Volterra, Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, le  tavole per la chiesa di San Giusto degli Ingessati(Crocifissione, Orazione nell’ orto, Pietà ),Pala Vallombrosa, l’affreschi a Cappella Sistina (Battesimo di Cristo, il Viaggio di Mosè in Egitto, Consegna delle chiavi), L’Adorazione dei Magi, Gonfalone con la Pietà, Nascita della Vergine, Miracolo della Neve, Visitazione con sant’ Ana, Madonna della Consolazione, Madonna in gloria e santi, Polittico di Sant’Agostino, Madonna del Sacco, Polittico dell’Annunziata, Pietà,  Lotta tra Amore e Castità, Ultima cena, Orazione nell’ orto, Apollo e Dafni…”.

Ammirazione  o critiche?

Trasparenze e bellezze in sensi;  sicuramente ammirato!

Viene nominato il più grande protagonista del rinnovamento dell’ arte italiana nello culmine del rinascimento, l’innovatore con grande livello qualitativo. Agostino Chigi scrisse: “il meglio maestro d’ Italia”. Di Vasari viene citato: “tanto piacque al suo tempo, che vennero molti di Francia, Spagna, d’Allemanda, e d’altre province per impararlo”.

Ombre, crisi in arte?

L’arte subì una crisi misconosciuta, criticata, accusata di formalismo, e ripetitiva fatta con le ipocrisie. Si difende con le rivoluzioni dell’arte contemporanea. Perugino è un esponente del gusto classico, essendo stato spesso sottovalutato lontano con i canoni del gusto contemporaneo.

Perugino e la sua arte?

Arta è fatta con l’ armonie, in silenzi, colori dolcemente sfumati, le figure cariche di grazie delicata e dolce melancolie. In dolcezza pitturale fiorentina passa a modernismo. Amando gamma cromatica, la luce sfrutta il oscuro e l’ architettura di un ampio respiro con le decorazioni semplice.

Le espressioni sono  indefinite, accentuando la melancolia, l’eleganza, la  raffinatezza ammorbidendo con dolcezza i personaggi.

L’armonia è con la grazia, l’architettura è rappresentata di rapporti bene definiti con lo spazio e la volumetria, il colore con il chiaroscuro, il classico entra in modernismo. Il rinascimento  ha una gloria artistica, esplosiva da Firenze fino agli  paesi nordici; oggi ha lasciato le orme Perugino, domani?