L’arte è sempre presente! Il rinascimento, il  barocco…da nascita a un altro pittore. Oggi conosciamo Jacopo Robusti,  veneziano di origine, il suo nome brilla con 29 aprile 1519. Noto in arte come Tintoretto è uno dei più grandi della scuola veneta, l’ ultimo grande maestro che appartiene al Rinascimento. Suo nome “Il Tintoretto”  venne del mestiere paterno tintore di stoffe.

Tintoretto, il furioso!

Per la sua energia fenomenale nella pittura  ,per lo uso drammatico della prospettiva della luce venne soprannominato “il furioso”. Come conosce la pittura, i suoi rapporti in arte? Apprende la pittura presso la bottega di Tiziano e venne ripudiato per suo talento. Un rivale per Tiziano? Tintoretto trattene buoni rapporti con l’ élite veneziane e ottiene l’ appoggio dei patrizi. Talentoso anche il rivale per Tiziano apre un studio indipendente presso San Cassian nel sestiere di San Paolo.

L’ Opere, caratteristiche personali, i titoli prestigiosi?

La prima commissione è “Metamorfosi di Ovidio” in 16 tavole . Venne nominato, rivalidato per la Scuola di Rocco con un ciclo di dipinti rappresentando “Passione di Gesù”, dipinti inspirati della vita di Maria, “San Roco in carcere”. Nel lavoro ha rivalità, entra in  concorrenza con Tiziano anche con la scuola di San Rocco in ritratti. I ritratti di cortigiane sono nei vestiti di eroine della mitologia” Leda, Danae, Flora”. Diventa il rivale anche  per il Veronese per la sua bravura e per la giovane età. I cicli decorativi sono per le chiese per le scuole  e per il Palazzo Ducale dove approfondisce le componente, la dinamica della composizione, e  il ritratto del doge Girolamo Priuli. Dinamico e nonconformiste! Dinamico nelle scene illustrate in Glorie delle Genesi. Presenta innovazioni paesaggistiche in Susana e i vecchioni, Adorazione del vitello d’ oro, Il Giudizio Universale inspirato dal Michelangelo e la Gloria dal Tiziano l’altre opere sono San Marco salva un Saraceno, durante una naufragio, Trafugamento del corpo di San Marco, Ritrovamento del corpo di San Marco, Apollo e Dafne, Apollo e Marsia, Caduta di Fetonte, Mercurio e argo, Niobe e figli, Venere, Vulcano e Amore, Ratto di Europa, Salomone e la regina di Saba, Vendetta di Sansone, Ecce Homo, Apposizione della croce a San Pietro, le grande opere per la Basilica di San Giorgio Maggiore e l’opere la Palazzo Ducale di Mantova(8 grandi tele raffiguranti di episodici bellici protagonista essendo la famiglia Gonzaga…

In tempo entra a fare parte nella prestigiosa Accademia delle Arti del Disegno nata a Firenze sotto protezione di Cosimo I. Arvan scrive:” In Tintoretto è la natura, la visione fantastica, turbata quassi ossessiva, la storia è tormentata spirituale e tragic. Le visioni  no sono estatiche, contemplative, rasserenati, all’ opposta sono agitate, drammatiche,  tormentate.  Non placano, si intensificano fino al parossismo .” Nelle opere esiste il “pathos dell’ esistenza”. Per preparare l’ opere, prepara i piccoli  teatrini in composizione e l’ effetto della la luce.

La tecnica e le materiale usate:

Per gli studi in gesso era affezionato alla carta azzurra che gli permetteva l’elementi scuri di lumeggiature. Usa le stampe più comuni di strato sottile di gesso e colla nella pittura su tavola quale davano una maggiore luminosità ai colori. Ha la preferenza per il sfondo scuro per dipingere i toni chiari. Le tele sono di lino, utilizzando ritagli con trame diverse tra loro e le cuciture evidente. Dopo una febbre di due settimane mori a Venezia nel 1594, il suo corpo venne sepolto nella chiesa della Madonna dell’ Orto nella cripta della famiglia Episcopi. Suo talento venne passato tra i figli: Merietta primogenita(la figlia illegittima)e  Domenico un passionato della pittura e della letteratura, scelto per portare avanti la bottega paterna. La fine, in arte, Tintoretto rimane ” il furioso” in dinamismo delle scene, e delle composizioni. Porta tormento, la drammaticità, la tragedia, il pathos della esistenza. Rimane un ossessivo spirituale, ossessivo in tragedie e il visionario turbante. La natura è o visione fantastica, reale  essendo la forza del dinamismo, esplora i colori, preferisce i sfondi scuri e contempla la forza della luce. Tintoretto fa parte come i suoi personaggi sui fondi scuri ma con la luce brillante. O luce, dinamica ,furiosa che tormenta il mondo del arte.